I migliori romanzi ebraici

Jewish literature

Nell’ambito della letteratura ebraica sono stati scritti testi di varia natura: racconti sulle guerre e sull’olocausto, che analizzano nel dettaglio l’identità ebraica, e la presentano a chi non ha vissuto in prima persona la loro persecuzione; relazioni storiche sulla Shoah, e rappresentazioni dettagliate sul mondo ebraico e l’ebraismo dal punto di vista storico e personale; ma anche romanzi di narrativa, antica e contemporanea, poesie e molto altro.

Tra i numerosi testi reperibili su questo argomento, ve ne sono alcuni che sono considerati intramontabili, e qui vi elenchiamo i migliori:

  • Cani e lupi, Irène Némirovsky
  • Lettera al padre, Franz Kafka
  • I giorni del mondo, Guido Artom
  • L’arpa di Davita, Chaim Potok
  • La terra degli ebrei, Else Lasker Schueler

Cani e lupi, Irène Némirovsky

Il romanzo è ambientato inizialmente nel ghetto degli ebrei poveri di Kiev, nel 1914. Qui viveva Ada, con il padre, trafficante, e il nonno. Dall’altro lato della città c’erano invece le case della comunità ebraica arricchita, riuscita a sfuggire alla terribile situazione del ghetto.

Durante un’incursione in quest’area, Ada capita davanti alla casa di una famiglia di cugini; entrandovi si imbatte in un ragazzino, Harry, che ha più o meno la sua età, e ne resta folgorata.

Purtroppo però i due non si rivedranno fino a molti anni dopo, a Parigi. Ada vi si era trasferita con Ben, suo amico da sempre, per fuggire da una realtà disastrosa e con la speranza di un futuro migliore. Lì i due si sposano, per regolare la loro posizione.

Harry vi si è trasferito invece con la famiglia, in seguito alla morte del padre. Grazie alle opere d’arte che Ada inizia a dipingere, la ragazza viene notata proprio dallo stesso Harry, che quando la incontra la riconosce e i due, seppur clandestinamente, possono finalmente stare insieme.

Sia Ben che Harry vengono coinvolti in problemi finanziari che interessano l’attività bancaria degli zii di Harry, e mentre il primo è costretto a scappare in Sud America, il secondo rientra nei ranghi della famiglia, da cui Ada si deve allontanare.

La ragazza trova rifugio in Europa orientale e partorisce il figlio di Harry, rendendosi conto che l’arte e la famiglia sono le uniche cose di cui ha bisogno.

Il testo si propone di descrivere tutti gli aspetti dell’ebreo, con i suoi pregi e i suoi difetti, presentati senza alcuna vergogna, in quanto l’autrice dichiara come in letteratura tutto sia permesso.

Lettera al padre, Franz Kafka

Si tratta di una lettera reale che Franz Kafka ha scritto al proprio padre nel 1919, ma che non è mai stata inviata. È stata pubblicata poi postuma nel 1952. Nella lettera, Kafka si propone di spiegare al padre come mai ha paura di lui, indicando al contempo come questo gli verrà impossibile, da un lato proprio per la paura stessa che il genitore gli provoca, e per il timore delle conseguenze, dall’altro lato perché le conoscenze dell’autore non si spingono abbastanza lontano.

Questo testo è considerato la chiave di lettura di tutta la letteratura kafkiana e delle sue tematiche talvolta oscure, complicatissime da comprendere all’interno dei suoi romanzi, pervasi da stili oscuri e surreali. All’interno di queste righe l’autore presenta il complicato rapporto con un padre oppressivo e autoritario, e quanta predominanza nella vita di Kafka abbia avuto questa persona.

I giorni del mondo, Guido Artom

Uscito nel 1981, il romanzo di Artom si propone di presentare tramite racconti differenti che narrano vicende avvenute all’interno della comunità ebraica di Asti, la realtà della vita ebraica nel territorio piemontese, in quel periodo che va dall’epoca Napoleonica all’Unità d’Italia. La narrazione, all’interno del testo, è capace di riunire passato e futuro.

L’arpa di Davita, Chaim Potok

Questo romano è ambientato nella New York degli anni ’30, dove vive Ilana con i genitori immigrati, una madre ebrea, e il padre cristiano. Entrambi i genitori non sono professanti della propria religione, e anche per questo motivo si appassionano fortemente alla politica, entrando a far parte di un partito. Rientrato in Spagna per la guerra, il padre di Ilana muore a Guernica, e la bambina, che all’epoca ha solo otto anni, inizia ad interessarsi alla religione ebraica, che la aiuta a crescere e a conoscersi meglio.

Nel corso del racconto, oltre a dover superare la perdita del padre, che affronta anche grazie alla religione, la ragazza dovrà affrontare anche un ulteriore ostacolo dovuto al suo sesso, quando le viene negato un premio letterario proprio per il fatto di essere donna.

Il racconto descrive le difficoltà che devono essere affrontate da chi è parte di una minoranza, tanto più se donna, e al contempo affronta il punto di vista della religione. L’arpa del titolo si riferisce allo strumento che la bambina vede come costante nei suoi continui spostamenti da una casa all’altra, ed è ciò che la lega alla sua famiglia e le dà senso di ‘casa’.

La terra degli ebrei, Else Lasker Schueler

Al contrario dei romanzi precedenti, questo testo non è dedicato al racconto di vicende e protagonisti umani con le loro difficoltà. Si propone invece di descrivere la terra dell’ebraismo, la Palestina, con l’intento di rivelarla. Ciò viene fatto presentandola come la Terra della Bibbia, e di conseguenza, come terra religiosa a tutti gli effetti.

Il racconto narra di un viaggio dalla terra d’Egitto alla Palestina, e il percorso di una donna che ha perso tutti gli affetti più cari. Viene narrato con un linguaggio fiabesco, quasi mistico, che non può che rendere le descrizioni di quei luoghi ancora più magiche.

I migliori romanzi ebraici

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